Battesimo: una celebrazione in due momenti

La nostra Diocesi un paio di anni fa ha messo a fuoco il sacramento del battesimo per avviare una riflessione condivisa, rinnovarlo nella sua prassi di preparazione e nel modo di viverlo. Anche la nostra parrocchia ha maturato qualche nuova possibilità per sottolineare maggiormente la dimensione comunitaria del dono che fa immergere nell’amore trinitario e dà inizio alla vita cristiana da figli di Dio. Ecco che allora è da un paio di mesi che alle coppie che domandano il battesimo per i loro figli si propone (è una scelta, non un’imposizione!) di vivere la celebrazione in due momenti: 1) l’accoglienza; 2) il compimento del battesimo nel segno dell’acqua.

E’ il primo momento la vera novità: in una messa domenicale, concordata dalla coppia col parroco, il battenzando entra a far parte della Chiesa attraverso i riti del nome, degli impegni dei genitori e padrini ad assumersi la responsabilità di educare alla fede il neofita, del segno della croce e dell’unzione con l’olio dei catecumeni. Non è necessario che siano presenti tutti i parenti a questa prima tappa, verranno successivamente alla seconda, la festa comunemente vissuta, che di fatto completa e designa la pienezza del sacramento. E’ messo però più in risalto soprattutto il segno della croce che è il segno distintivo del cristiano. Anche attraverso il dono di un piccolo crocifisso che si fa al termine della Messa, si vuole ricordare questo momento.

La seconda parte del battesimo viene vissuta in un’altra data con tutte le altre parti del sacramento all’interno della messa oppure fuori da essa, nel rito proprio. Sarà questa la data registrata nel registro dei battesimi.

Facendo vivere in due tempi la celebrazione si sottolinea con più forza che la vita di fede richiede un cammino (uno dei primi parroci che l’ha sperimentato amava dire: “La vita cristiana non è un punto, ma una linea!”) e la partecipazione della comunità cristiana risulta più coinvolgente, togliendo il rito da un rischio di privatizzazione.

Anche per la nostra parrocchia di Manerba i primi esperimenti (finora cinque) sono riusciti e sono stati graditi da tutti. Un passo ulteriore sarà coinvolgere alcuni animatori nella fase di preparazione e curare poi la fase post battesimale che è il tallone d’Achille della prassi che ereditiamo da una lunga tradizione che ora mostra i suoi limiti e richiede un sano aggiornamento.

Don Gianluca

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Tags: Sacramenti

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